venerdì 6 luglio 2012

'Scheggia' il grattacielo più alto d'Europa

Uno spettacolo di laser visibile da tutta la città che si riflette su tutti i principali monumenti, la presenza del premier del Qatar e del principe Andrea, un concerto della London Philarmonic Orchestra: appena sulla capitale britannica è calato il buio, il suo cielo si illumina di fasci laser per tenere a battesimo "The Shard", il grattacielo più alto d'Europa (310 metri, il 45/mo al mondo) progettato dall' 'archistar' Renzo Piano. Dodici anni dopo il lancio del progetto, finanziato in condominio dalla famiglia reale del Qatar e dall'immobiliare Sellar Property Group, terminato a ridosso delle Olimpiadi per la parte esterna - sull'interno si lavorerà ancora fino al 2013 -, la "Scheggia di vetro" è in tutto fedele al suo nomignolo, divenuto la sua denominazione ufficiale: una punta lanciata contro il cielo interamente ricoperta di vetro, con doppia punta aguzza sulla sommità. Il grattacielo, che sorge sulla sponda sud del Tamigi nel quartiere di Southwark, non lontano dal London Bridge, è in realtà una piramide sfaccettata su otto lati sovrapposti, costruito attorno al nucleo di un parallelepipedo centrale in cemento armato e metallo, che contiene la struttura portante e gli ascensori. Ma le pareti inclinate esterne in vetro sono fra loro staccate, per dare l'idea di "schegge" acuminate di vetro.

E questa è l'impressione che l'edificio dà dal basso, mentre le viste aeree ne tradiscono la struttura piramidale, che sarà comunque visibile da ogni punto di Londra. Trecentodieci metri d'altezza (309,6 per l'esattezza), 87 piani, 72 dei quali abitabili, per oltre 127.000 metri quadrati totali, costruito con molti materiali riciclati, al piano terra l'edificio conterrà uno spazio pubblico (Shard Plaza), un'area commerciale al secondo; 200.000 mq di uffici e giardini d'inverno con vista dal quarto al 28/mo; ristoranti internazionali fra il 31/mo e il 33/mo, un albergo con spa di lusso (Shangri-La) con 200 suite fra i piani 34 e 52. Dieci residence esclusivi con vista mozzafiato a 360 gradi si adageranno fra i piani 53 e 65, osservatori e punti d'osservazione nei 15 piani della parte sommitale (the Spire). A movimentare questa città verticale saranno 44 ascensori, alcuni dei quali a due piani. La Scheggia sorge in un'area di edifici relativamente bassi ma che promette di svilupparsi in futuro. Ed ha già stabilito un "dialogo" visuale e stilistico con gli altri punti cardine di Londra, dalla vicina cupola neoclassica di St.Paul's, che secondo molti detrattori rischia di venire detronizzato come elementi focale dello skyline londinese; con il parallelepipedo di vetro sormontato da piramide di epoca thatcheriana di Canary Wharf.

E soprattutto col grattacielo ovoidale "The Gerkin" (il Cetriolino) di un'altra archistar, Norman Foster, dallo stile rotondo e contenuto, progettato per essere visibile con grazia, senza imporsi con prepotenza. Tutto l'opposto del perentorio Shard, concepito e costruito per essere un inno solenne al lusso e allo sfoggio, nuovo simbolo di una città che da tempo ha strappato a New York il primato di città-rifugio dei super-ricchi di tutto il mondo. "Spero che la gente abbia l'impressione che questo edificio abbia un'anima poetica", ha dichiarato alla stampa britannica Renzo Piano. Ma forse il vero "spirito" della cuspide di vetro lo riassume il governatore della banca centrale del Qatar, che ha coperto il 95% dei 450 milioni di sterline (oltre 560 milioni di euro) di costo, Abdullah Saud Al-Thani: "E' il nuovo faro e il nuovo simbolo dell'espansione e della crescita di Londra, anche in tempi di crisi. E' un simbolo della fede e dell'impegno del Qatar per Londra oggi e nel futuro". Un aspetto questo, che stride con i tempi che il vecchio continente sta attraversando. E che i commentatori dei giornali britannici online, nel giorno dell'inaugurazione, non hanno mancato di sottolineare: "Dove sono gli inquilini?", si chiede l'Independent, mentre il Daily Mail punta l'attenzione sui potenziali guadagni della ditta che si aggiudicherà la pulizia delle 11.000 finestre della "scheggia". Per un editorialista del Telegraph, infine, lo Shard è "un dito medio" alzato dai riccastri al resto di Londra.
 di Fabio Govoni
ANSA 

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