giovedì 1 settembre 2011

Ristorante con menù dell'età della pietra a Berlino: 'Paleo-Diet'

Vietati zucchero, pane e pasta, o riso e patate, a Berlino è stato aperto il primo ristorante che offre un menù a base di soli ingredienti disponibili all'età della pietra. E, in effetti, entrando nel locale dove si mangia a lume di candela, sembra di essere nella cucina dei Flintstone: sulla porta campeggia un palco di corna di cervo e gli spiedini di carne, esposti su un tavolo, sono adagiati su una tavoletta di ardesia. Secondo la coppia di proprietari del 'Sauvage', questo il nome del bio-ristorante aperto da maggio nel quartiere Neukoelln, la loro cucina aiuta anche a dimagrire. Tutti e due, il 27enne Boris Leite-Poco e il suo partner Rodrigo, seguono la Paleo Diet e "mangio molto e comunque riesco a perdere peso", dice il primo, aggiungendo che con il regime alimentare adottato, in due anni non si è "mai ammalato". Per i fanatici del cibo dell'età della pietra, l'organismo umano è geneticamente programmato per menu preistorici. Pane e latte sono arrivati molto dopo e perciò, sostengono, siamo meno bravi a digerirli, con il risultato di ingrassare e non sentirsi bene. Al 'Sauvage', evidentemente, non si mangia bistecca di mammut o filetto di dinosauro; il menù offre piatti moderni come il cosciotto d'agnello al rosmarino e burro di zenzero, uova e scalogno in salsa di pomodoro e, come dessert, torta di sesamo, rigorosamente priva di zucchero e lievito, come tutti gli altri dolci. La Paleo Diet è già ben conosciuta negli Stati Uniti, dove il cantante Tom Jones è tra i suoi fedelissimi. Secondo i proprietari del 'Sauvage', il loro ristorante è il primo del genere in Europa. A Praga c'è il locale 'Pravek' (Età della pietra), dove il cibo viene cucinato a vista in una atmosfera che ricorda una caverna, ma nel menu figurano patate e formaggio. Leite-Poco precisa che anche a Londra c'è un ristorante che offre piatti paleolitici, ma non esclusivamente quelli. Se Leite-Poco è convinto che la Paleo "non è una dieta ma uno stile di vita", i dietologi mostrano scetticismo sulla totale esclusione dei cereali. "Assumerli non è una cosa negativa di per sè", obietta dall'università di Hanover Alexander Stroehle, ricordando che il nostro organismo non ha più le stesse esigenze di due milioni di anni fa e che i nostri antenati guardavano al cibo in maniera completamente differente dalla nostra. "Nell'età della pietra -considera- gli umani non pensavano a dimagrire".
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