martedì 24 maggio 2011

I castelli della Loira

Più di trecento tra castelli, fortezze e palazzi antichi punteggiano la valle della Loira lungo i 280 chilometri del grande fiume, una zona che per la bellezza del suo paesaggio e per l’interesse storico-culturale l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’Umanità. Non è difficile capirne il motivo: lungo le ampie anse del fiume, che scivola nella regione del nord-ovest della Francia, si susseguono borghi, manieri e luoghi storici, nascosti tra i boschi di Orléans, Amboise, Chambord, Tours, Angers, Nantes e Villandry. Qui, nel Cinquecento, raffinate corti riunirono grandi personaggi e artisti famosi che giungevano da ogni parte d’Europa per lasciarvi il proprio segno: dalla bella e intrigante Diana di Poitiers alla vendicativa Caterina de’ Medici e alla rivoluzionaria Giovanna d’Arco; da Cartesio a Rabelais; dal genio di Leonardo a quello di Balzac e di Proust.

Lo splendore dei castelli della Valle dei Re è da sempre un richiamo irresistibile per chiunque sia amante della cultura e del bello. Molti sono musei aperti al pubblico e ad appuntamenti musicali e culturali, come la fortezza del X secolo di Chaumont, dove ogni anno si svolge il Festival International des Jardins (www.domaine-chaumont.fr), durante il quale paesaggisti, architetti e scenografi creano giardini a tema – l’edizione di quest’anno fino al 16 ottobre si intitola Giardini dell’avvenire o l’arte della biodiversità gioiosa -. Altri castelli, per lo più privati, sono stati trasformati in trattorie di campagna con cucina creativa e sofisticata o in relais di lusso, come lo Château de la Barre (www.chateaudelabarre.com) dove i proprietari, i conti de Vanssay, accolgono gli ospiti in otto camere con letti a baldacchino e a cena nel salone del XVII secolo.

Il castello della Loira più grande e spettacolare è il cinquecentesco Chambord (www.chambord.org), la cui scala a doppia elica, disegnata molto probabilmente da Leonardo da Vinci, fu progettata in modo che chi saliva non si imbatteva mai in chi scendeva. E’ un gioiello architettonico avveniristico e raffinato: la struttura medievale del maniero, circondato da quattro torri e dalla cinta muraria, contrasta con la pianta rinascimentale disegnata intorno al centro, che ospita torrette, lucernari, terrazze, 426 stanze e 282 camini. Il castello è davvero imponente: la cinta delle mura racchiude un rettangolo di 156 metri per 128, con due torri del diametro di 20 metri per lato. Il magnifico castello sorge all’interno di un grande parco, ex riserva di caccia di Francesco I e dei re di Francia: cinquemila ettari di quercete, pinete e stagni popolati da cervi e cinghiali, di cui solo mille aperti al pubblico. E’ un piacere passeggiare per i suoi vialetti e sentieri, a cavallo o magari comodamente seduti in calesse.

Non lontano, nei dintorni del borgo di Amboise, sorgono due castelli amati e frequentati da Leonardo da Vinci: Royal d’Amboise (www.chateau-amboise.com), residenza costruita in una roccaforte medievale che ospita nella cappella gotica di Saint-Hubert la tomba del genio italiano, e Clos Lucé (www.vinci-closluce.com), il maniero rinascimentale dove Leonardo visse gli ultimi tre anni della sua vita. Oggi lo château è stato trasformato in un museo a lui dedicato: nello studio e nel salone sono esposti i modelli delle sue invenzioni più famose, dal primo ponte girevole alla macchina volante.
Un castello alle porte di Amboise è diventato un magnifico albergo, lo Château des Ormeaux (www.chateaudesormeaux.fr), antica residenza nobiliare trasformata in boutique hotel con arredi d’epoca e un parco di 25 ettari.

A sud di Amboise, dove la Loira incrocia il fiume Cher, sorge il castello di Chenonceau (www.chenonceau.com), vecchio mulino fortificato, regalato da Enrico II alla sua amante, Diana di Poitiers, costretta a cederlo a Caterina de’ Medici. Scenografico, bellissimo è anche chiamato il castello delle Dame, proprio perché conteso da tante nobili castellane. Il maniero oggi ospita una ricca pinacoteca con tele di Correggio, Rubens e Primaticcio.

E’ un altro affluente della Loira, il fiume Indre, a regalare un nuovo gioiello fortificato: lo Château d’Azay-le-Rideau (http://azay-le-rideau.monuments-nationaux.fr), uno dei primi capolavori del Rinascimento francese, circondato dall’acqua con torri medievali e interni eleganti e raffinati.

Ritornando lungo il corso della Loira il primo castello che si raggiunge è quello di Villandry (www.chateauvillandry.fr), famoso per i suoi giardini rinascimentali: sette ettari costruiti su diversi livelli con labirinti, fontane e laghetti artificiali ornamentali, siepi di bossi modellate e un orto dove cavoli, zucche e carciofi crescono accanto a magnifiche rose.

Proseguendo verso Nantes, capoluogo della Loira occidentale, si raggiungono Saumur e Angers, quest’ultimo borgo dominato dall’enorme e massiccia rocca. Lungo la strada tanti sono i castelli e le fortezze che si aprono alla vista: edifici magnifici e piccoli, robusti e delicati. Ma la vera scoperta è il castello dei Duchi di Bretagna (www.chateau-nantes.fr) che sorge nel cuore del centro storico di Nantes, poco prima che il fiume entri nell’oceano. Nato come roccaforte militare di granito e tufo bianco, nei secoli divenne imperiosa residenza dei re di Francia, dopo l’annessione della Bretagna nel 1532; poi venne usato come caserma, arsenale e prigione, persino come bunker durante la Seconda guerra mondiale. Oggi ospita un ricco museo della storia di Nantes, ma anche concerti e mostre temporanee.http://www.ansa.it

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