domenica 20 marzo 2011

Le Terre del Fuoco: le città più a sud del pianeta

Il Cile e l'Argentina si contendono un primato: quello di avere la città più a sud, non solo dell'America, ma dell'intero pianeta. La cilena Punta Arenas, fondata centocinquant'anni fa come guarnigione militare, è la città più meridionale del continente americano e l'argentina Ushuaia è la città più australe del mondo. Quest'ultima, però, è staccata dall'America; venne edificata, a fine Ottocento, intorno a una colonia penale, sulla parte meridionale dell'Isla Grande de Tierra del Fuego.

Punta Arenas e Ushuaia sono il punto di partenza e di arrivo (o viceversa) di crociere su piccole navi che, attraversando lo stretto di Magellano e toccando i ghiacciai Piloto, Nena e Pia, la baia Ainsworth e quella di Wulaia, l'isola Magdalena e quella di Navarino, arrivano fino a Capo Horn, isola che divide l'Atlantico dal Pacifico. È un'esperienza non solo di grande valore naturalistico, si attraversano infatti santuari animali e grandi aree protette al confine tra Cile e Argentina, come il Torres del Paine Parque Nacional, il Bernardo O'Higgins Parque Nacional, il Parque Nacional Tierra del Fuego, il Parque Nacional Alberto De Agostini (dedicatoa un sacerdote-esploratore italiano), ma anche storico, perché si ripercorre il viaggio straordinario compiuto in queste terre da Charles Darwin sul brigantino Beagle.

La flora e la fauna sono rimaste come lo scienziato-viaggiatore inglese le vide e le raccontò tra il 1831 e il 1835 nel libro Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Darwin, che parlava di un'esplorazione "al di là dei confini del mondo", usò termini come "scenari solenni, ghiacciai grandiosi che arrivano al mare, selvaggia magnificenza". Totalmente cambiata da allora è invece la presenza umana, oggi inesistente: la spedizione del brigantino inglese Beagle comandata dal capitano Robert Fitz Roy incontrò indigeni chiamati dagli europei "fuegini" per i fuochi che accendevano per attirare l'attenzione dei visitatori e spedirsi messaggi. Da qui Terra del Fuoco, nome attribuito a questa parte d'America dai tempi di Magellano che, nel 1520, trovò il passaggio tra Atlantico e Pacifico evitando le pericolosissime acque di Capo Horn dove, secondo lo scrittore cileno Francisco Coloane, si svolge un "incessante duello tra i più vasti oceani del mondo". Alla spedizione di Magellano è legata una leggenda sulle popolazioni locali: si racconta che il navigatore portoghese abbia incontrato uomini alti tre metri che riuscivano con le mani a sradicare gli alberi. Anche il nome della Patagonia, che finisce in questa parte d'America, è associato alla leggenda dei giganti che avevano piedi grandi, i patagon. I primi esploratori parlarono anche di animali misteriosi come serpenti giganti e orsi elefantiaci che gli indigeni chiamavano milodon.

Gli indigeni che Darwin incontrò non erano giganteschi, ma di statura bassa e indole pacifica; erano gli Yamana e i Selknam, come racconta il bel Museo del Fin del Mundo di Ushuaia che conserva utensili, armi e maschere dei "fuegini". Di quell'etnia, che nei secoli si è mescolata con gli europei o è stata decimata dalle malattie, è rimasta solo una discendente, una donna di ottant'anni che vive a Port Williams e ha scritto un dizionario dedicato alla sua lingua. Le crociere, con molte escursioni a terra, durano quattro giorni. Imbarcandosi dalla città cilena di Punta Arenas si naviga dal fiordo Almirantazgo fino alla baia Ainsworth, dove due luoghi di grande interesse naturalistico testimoniano delle esplorazioni europee: il ghiacciao Marinelli e la cordigliera Darwin. Nella baia Ainsworth vive una colonia di elefanti marini che è possibile avvicinare. I pinguini detti magallanicos, invece, vivono sulle isole Tuckers dove in primavera si riproduconohttp://viaggi.repubblica.it/

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...