lunedì 10 gennaio 2011

Vacanze in luoghi lontani da tutti!!

Sono posti bellissimi e incontaminati, ma poco ospitali. Niente strade, niente alberghi, niente telefoni, niente comodità.

 Eppure luoghi come la Penisola di Kamchatka nell’est estremo della Russia o la Laguna San Rafael nel sud del Cile possono affascinare chi abbia necessità di nascondersi o abbia semplicemente voglia di lasciarsi alle spalle la folla delle città e la confusione del mondo. Chi volesse starsene da solo, potrebbe sceglierli come rifugio o come meta della prossima vacanza. Ovvio che sarebbe una vacanza sui generis: secondo la rivista Forbes, che ha stilato l’elenco dei pochissimi luoghi del mondo dove si può ottenere l’isolamento assoluto e il totale blackout delle comunicazioni, chi ci andrà dovrà accettare difficoltà di non lieve peso.

Nella Papua Nuova Guinea ad esempio si arriva via aereo dall’Australia, e vi si può visitare una giungla intatta e spiagge e mari corallini di bellezza smagliante. Ma se ci si rompe una gamba, non c’è cellulare o ospedale o strada, che possa riportare il turista in fuga nell’abbraccio della civiltà. Nella Penisola della Kamchatka si vedranno fiumi ricchi di pesce e campi innevati che inviteranno a fare lunghe escursioni sugli sci di fondo. Ma bisognerà anche stare attenti agli orsi e ai lupi, nonché ai 29 vulcani attivi che potrebbero scegliere un momento inopportuno per rimettersi a sputare fuoco e fiamme.
Altrettanto bello e incontaminato l’Auyuittuq National Park, in Canada, molto difficile da raggiungere e anche più difficile da lasciare se non si siano fatti prima accordi di ferro con il proprietario di una barca in grado di sfidare acque gelide. Al confronto, le regioni interne della Mongolia sembrano accoglienti: le popolazioni nomadi sono amichevoli e sarebbero anche pronte a insegnarvi a cacciare con il falco. Ma chi soffre di digestione difficile avrebbe qualche problema con l’alimentazione a base di montone, mattina pranzo e cena.

Ci sarebbe poi la zona disabitata e selvaggia fra la Colombia e Panama, nota come Darien Gap, per il fatto che rappresenta un “gap”, una interruzione, nell’autostrada panamericana. Sono cinque milioni di ettari di spettacolare foresta pluviale, dove si può provare ad addentrarsi per far perdere le proprie tracce per sempre, ma tenendo presente che si potrebbero incontrare gruppi di narcos. E ci sarebbe l’isola di Socotra, al largo dello Yemen, le cui spiagge bianche e mare color smeraldo sono però spesso percorsi da venti fortissimi, veri e propri uragani. E infine, lontano da tutto e da tutti, c’è l’arcipelago più remoto della terra: Tristan da Cunha, nell’Atlantico del sud. Ci abitano meno di 300 persone, e ci vogliono sei giorni di nave da Cape Town per arrivarci. Ma una volta lì, sebbene non ci siano cellulari e tv, gli abitanti saranno pronti ad affittare una stanza con un letto e un pasto caldo (pare che le aragoste qui siano sopraffine).http://www.ilmessaggero.it

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