venerdì 28 gennaio 2011

Una passeggiata a Berlino

Fare il turista nella Berlino di oggi, raggiungibile per pochi euro da tutta Italia grazie alle compagnie low cost, significa immergersi nel pieno di una rinascita, in una città che attraversa in modo tangibile uno dei suoi periodi migliori, dove le giovani coppie non hanno paura a far figli (il rapporto del numero di bambini per persona è di 2,5) e commercianti e albergatori accolgono gli stranieri con prezzi concorrenziali. E' economica, Berlino: nei locali alternativi di Kreuzberg Est e nei ristoranti "new radical" di Prenzlauer Berg si beve e si mangia con pochi euro. I musei, raccolti nella magnifica "isola del tesoro" di Museumsinsel, hanno costi contenuti e offrono riduzioni agli studenti (anche a quelli stranieri) e promozioni generose, come l'ingresso gratis del giovedì pomeriggio o il biglietto unico da 12 euro, che permette di visitarli tutti.

Se decidete di andare a Berlino da ottobre a marzo, il freddo vi invoglierà certamente a cercare rifugio in uno di questi luoghi magistralmente ristrutturati e organizzati. Il Pergamonmuseum, con l'Altare di Pergamo e la porta blu di Ishtar, è una di quelle cose che da sola vale l'intero viaggio, e lo stesso discorso vale per il Neues Museum, ricostruito divinamente con un investimento di ben 200 milioni di euro. Per chi ama l'arte contemporanea, una tappa obbligatoria è l'Hamburger Bahnhof, nel quartiere degli edifici governativi di Reichstag e Regierungsviertel: qui potrete ammirare capolavori come il Mao Tse Tung di Andy Wahol e assistere a temporanee bizzarre come quella di Carsten Holler, che proprio in questi giorni ha portato al museo un'installazione con renne vive e canarini. Non c'è un solo angolo di Berlino che non meriti una passeggiata, uno sguardo, una foto, una riflessione: dai resti del muro della East Side Gallery alla pantomima per turisti del Checkpoint Charlie (dal 1961 al 1989 il principale punto di passaggio per gli Alleati) la Storia mondiale si è consumata qui, passando attraverso le pagine nere del nazifascismo e delle deportazioni di massa.


E' impossibile, camminando per le strade di Berlino, non sentire il peso di un passato tanto importante: gli abitanti lo portano dentro di sé al punto che forse ne sono addirittura stanchi, e con sollievo cedono il passo agli stranieri, alla commistione di etnie e culture, al futuro, accogliendolo senza farsene stravolgere. Gli ottimi chioschi di döner kebab (qui si trova una delle comunità turche più numerose del mondo) spuntano come funghi accanto a quelli dei tradizionali currywurst, ed è un piacere gustarli entrambi, magari accompagnati da una delle tantissime birre tedesche vendute per pochi centesimi nei rivenditori di alcolici della città.

La lingua non è un problema, qui tutti parlano l'inglese, e anche con i berlinesi vi troverete bene perché, al contrario di ciò che si dice, sono persone gentili e disponibili, che conoscono il significato della parola "ospitalità" almeno quanto noi italiani. Il consiglio è semmai quello di visitare la città da aprile in poi: non che ricoperta di neve non sia affascinante, ma è un peccato non poter girare in bicicletta per una metropoli così verde, ricca di parchi, giardini, aiuole e piste ciclabili. Particolarmente viva di notte con i suoi mille locali, Berlino è l'esempio concreto di come si possa trasformare un passato grigio e problematico in un presente ricco di colori e opportunità. Viaggiare per credere. http://viaggi.repubblica.it

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