domenica 30 gennaio 2011

I viaggi degli italiani alla ricerca di nuovi sapori

Nonostante abbia più di qualche difficoltà nel rinunciare a pasta, pizza e caffé, la maggior parte dei turisti italiani crede che "provare i sapori locali sia una delle principali attrattive del viaggio". Hotels.com ha svolto una ricerca, coinvolgendo oltre tremila persone in tutto il mondo per scoprire le diverse scelte gastronomiche in vacanza. Nonostante sia credenza diffusa identificare l’italiano medio con un tradizionalista, il 93% degli intervistati quando è all’estero prova la cucina locale “per principio”; idea condivisa in media anche dall’87% dei viaggiatori del resto del mondo. Proprio per questo motivo, più della metà dei nostri connazionali (il 52%) sceglie formule di alloggio che non vincolino al pasto in hotel in modo da avere la libertà di curiosare tra supermercati e ristoranti tipici alla ricerca degli autentici sapori del luogo. Questa formula è la preferita anche dal 78% dei finlandesi, dal 68% dei danesi e dal 60% dei giapponesi. Una considerevole percentuale di italiani (21%) ammette addirittura di aver scelto la destinazione delle vacanza proprio per assaggiare o gustare nuovamente le prelibatezze locali.
Le mete più gettonate sono Barcellona per la paella, Cetara per la rinomata colatura di alici, il Giappone per un sushi preparato a regola d’arte, la Grecia per provare pastissio e moussaka o ancora il Belgio per la birra, preparata secondo la tradizione delle abbazie. Tra i popoli amanti dei 'viaggi culinari' spiccano quelli orientali: ben il 48% dei giapponesi e il 47% dei coreani intervistati dichiara infatti di scegliere una meta piuttosto che un’altra in base al cibo. Sono proprio i giapponesi a considerare più di tutti la nostra cucina come la migliore al mondo (34% degli intervistati), arrivando a ignorare completamente il sushi a favore di lasagne, cotoletta e tagliatelle.

Nonostante il noto nazionalismo francese, secondo la ricerca di Hotels.com, i cugini d’Oltralpe hanno ammesso di amare la cucina italiana quasi come i loro piatti nazionali: infatti il 18% degli intervistati francesi colloca i piatti nostrani tra i più apprezzati, una percentuale leggermente inferiore a chi predilige quiche e ratatouille (23%). Benché il 40% dei connazionali dichiari di non sentire per nulla la mancanza del cibo nostrano quando si trova oltre confine, per i nostalgici i piatti che si rimpiangono sono la pasta, la pizza e il caffè espresso.

D'altra parte, svela la ricerca, il 21% degli intervistati indica infatti la gastronomia del Belpaese come migliore del globo. A discreta distanza seguono quella francese (12%), thailandese (11%), cinese e spagnola (9%) e infine indiana (8%). Ovviamente concordi i nostri connazionali: l’84% mette sul gradino più alto del podio i piatti della nostra tradizione. Tra le gastronomie estere più amate vengono poi citate quella spagnola, messicana, francese, greca e indiana. Se la cucina italiana è considerata la migliore al mondo, quanto meno “strani” sono gli esperimenti culinari provati dagli italiani in vacanza: tra i più curiosi vengono citate le carni degli animali più disparati come canguro, renna, alce, balena, orso e serpente che in alcuni casi vengono servite con condimenti insoliti come cioccolato o salsa di lamponi. http://www.adnkronos.com

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